Ap 11,19a;12,1-6ª.10b; 1Cor 15,20-27a; Lc 1,39-56
Celebriamo oggi la solenità dell’Assunzione di Maria, cioè la fede che Lei è già in cielo anche con il corpo. E’ l’ultima verità di fede sulla Madonna definita dalla Chiesa (1º nov. 1950, Papa Pio XII). Ma la festa dell’Assunzione è una delle più antiche della Chiesa, detta agli inizi, la festa della dormizione. È la conseguenza di essere stata concepita senza la ferita del peccato originale, perché destinata ad essere la Madre del Figlio di Dio fatto uomo. Se la morte è conseguenza del peccato, e Maria è stata concepita senza peccato originale in vista del concepimento di Gesù il Figlio di Dio, il suo corpo non poteva subire la decomposizione, che è una consequanza de peccato. Grazie alla risurrezione di Gesù, Maria è stata la prima a percorrere il cammino della salvezza definitiva. Maria è il modello e il segno del destino di tutti coloro che hanno creduto e vissuto la Parola del Signore, perché Dio è il Dio della vita. Oggi, in Maria, contempliamo l’alba della nuova umanità. Questa festa è celebrata tanto dalla Chiesa d’Oriente, quanto quella d’Occidente.
La 1ª lettura ci presenta una scena grandiosa nella quale appaiono due segni: una donna vestita di sole con la luna sotto i piedi e sul capo una corona di 12 stelle. È incinta, grida per le doglie del parto, e dà alla luce un figlio. Il secondo segno è un enorme drago rosso con una forza spaventosa simboleggiata da sette teste, dieci corna e sette diademi. Sta davanti alla donna aspettando di divorare il bambino che nasce; ma Dio interviene portando il figlio nel cielo, mentre la donna trova rifugio nel deserto. Il libro dell’Apocalisse, che potremmo chiamarle il libro della rivelazione ma anche della consolazione, è stato scritto alla fine del 1º secolo, in un momento difficile per le comunità cristiane che, a causa della persecuzione, erano tentate di abbandonare la fede. A loro si rivolge l’autore con immagini e simboli, a causa della censura: la donna è il nuovo popolo di Dio, la Comunità cristiana che conta sulla protezione di Dio; la luna sotto i piedi è il dio dell’Antico Medio Oriente; la corona con le dodici stelle è il vero popolo di Dio (il popolo ebreo aveva 12 tribù e il nuovo popolo di Dio i 12 apostoli). Con il tempo, in questa donna, che simboleggiava la Chiesa, fu vista la Madonna, Madre del Messia. Così tutti i testi dall’A.T. che parlano del Messia, sono riferiti a Maria perché da lei è nato il Messia. Secondo il monaco cistercense Isacco della Stella (+ 1169) tutto quello che si dice della Chiesa può essere applicato a Maria: come Maria ha generato il Messia, così la Chiesa genera il popolo di Dio/Chiesa/Corpo di Cristo. Con la risurrezione di Cristo, così come con l’assunzione della Madonna alla gloria del cielo, il cui corpo è stato rivestito di immortalità, la morte è stata sconfitta, come afferma san Paolo nella 2ª lettura: “è stata inghiottita nella vittoria. Dov’è, o morte, la tua vittoria, Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?” (v. 54-55).
Il vangelo di oggi ci presenta Maria, dopo l’annunciazione dell’angelo, in cammino verso la montagna, con sollecitudine, per soccorrere l’anziana cugina Elisabetta gravida di Giovanni, che sarà il Battista. L’arrivo di Maria in casa di Elisabetta suscita grande sorpresa e immensa gioia, tanto che il bambino sussulta nel seno: è il tempo della salvezza e della gioia. Dove arriva Gesù esplode la gioia!
Nella conclusione del vangelo di oggi, si dice che “Maria rimase con Elisabetta circa tre mesi, poi ritornò a casa sua” (v. 56). Non è strano che Maria parta, subito dopo la nascita di Giovanni, proprio quando Elisabetta ha più bisogno dell’aiuto della cugina? Questa affermazione si chiarisce con le parole di Elisabetta: “A che cosa devo che la Madre del mio Signore venga a me?” (v. 43). L’evangelista Luca mette sulle labbra di Elisabetta le parole dette da Davide all’arrivo dell’Arca dell’Alleanza nella sua casa: “Come potrà venire da me l’arca del Signore?” (2Sam 6,9). Maria è la nuova e definitiva Arca dell’Alleanza, proprio come preghiamo nelle Litanie della Madonna: Arca dell’Alleanza prega per noi!
Elisabetta, “piena di Spirito Santo” (v. 41), intuisce il segreto di Maria e proclama: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo” (v. 42). Maria è benedetta grazie e in vista di Gesù; tutto quello che in lei succede e tutto quello che lei è, è dovuto a Cristo: senza questa relazione con Cristo, Maria è incomprensibile. Maria e Gesù sono intimamente connessi: venerando la madre, lodiamo il Figlio. Benedetta fra le donne, perché scelta da Dio per una missione singolare: permettere al figlio di Dio di scendere nel mondo, uomo tra gli uomini. E Maria si è messa a totale a disposizione di Dio: “Ecco la serva del Signore” (Lc 1,38).
Il cantico di lode di Elisabetta si conclude esaltando Maria: “Beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore” (v. 45). Con l’atto di fede di Abramo comincia la storia della salvezza d’Israele (Gen 12), e con l’atto di fede di Maria comincia la storia della salvezza del mondo con la nascita di Gesù. Davanti a tutto questo, Maria non può non esplodere in un cantico di lode e ringraziamento: “L’anima mai magnifica il Signore … perchè ha fatto per me grandi cose” (v. 46ss).
La festa dell’Assunzione ci presenta la Madonna come modello del discepolo che crede nella Parola di Dio, ma oltre ad essere modello per la nostra vita cristiana, Maria è anche colei che, come ha accompagnato Gesù, accompagna anche noi e la Chiesa nella sua missione, perché ci è stata data come Madre da Gesù morente sulla croce.
La festa di oggi ci conforta con la certezza che la nostra vita vale più di quanto pensiamo, più degli anni che ci sono concessi sulla terra. Siamo destinati alla comunione con Dio, dove la Madonna, con la sua assunzione, ci ha preceduti e ci ricorda che siamo fatti per l’eternità, corpo incluso.
La festa dell’Assunzione è anche una buona opportunità per verificare l’autenticità della nostra devozione verso di lei: se ci porta a Gesù: “Fate quello che vi dice” (Gv 2,5) e ci porta verso il prossimo, con la stessa sollecitudine e generosità con la quale lei si recò da Elisabetta. È stata la prima ad accogliere la Parola di Dio, è la prima ad essere assunta nel cielo. È stata la prima a prendere in braccio Gesù quand’era ancora bambino e ad accoglierlo deposto dalla croce; Lei è la prima ad essere presa dalle braccia del Figlio per essere assunta nel cielo. Che anche noi possiamo essere accolti da lei al tramonto della nostra vita!